WalterIasiello.com: è il Cyber security manager a guadagnare di più nel mondo Ict

Modis ha analizzato le sei competenze più richieste. Le differenze retributive si riscontrano soprattutto tra grandi e piccole aziende, tra chi sa solo leggere i linguaggi web e chi ha capacità superiori. Si guadagna più al Nord che al Sud. E anche in uno dei settori più innovativi permangono le differenze salariali tra uomini e donne. La laurea o i master servono per fare carriera.

Non se ne trovano facilmente. E quando le aziende se li accaparrano li pagano bene, ma non profumatamente. Sono i lavoratori del settore delle Ict, tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Un mondo a sé con un linguaggio a sé. Per entrare nel mondo del web è quel linguaggio che bisogna conoscere. Un esempio? “Quando ero giovane – racconta Cristiano Pechy, managing director di Modis – i miei genitori mi raccomandavano di studiare le lingue, oggi nel mondo dei Big data si parla un linguaggio a sé e in continua evoluzione. Se non lo conosci sei fuori da quel mondo o almeno ne sei un utilizzatore passivo”. E in quell’universo non c’è solo un linguaggio, ma tanti sottolinguaggi. E non è detto che tutti parlino allo stesso modo perché tante sono le figure professionali che ruotano attorno ai Big data. Modis, società del gruppo Adecco, specializzata proprio nel settore Ict, ha analizzato in collaborazione con JobPricing, 300mila casi di occupati nel settore Ict per individuare e attribuire una valorizzazione economica alle principali competenze tecnologiche caratteristiche di quel mercato oltre alla valorizzazione economica e al ruolo organizzativo. “Laurea o diploma in realtà contanto, ma non tanto sul livello retributivo, quanto sulla probabilità di diventare dirigenti o quadri – spiega Pechy – quello che conta è conoscere quel linguaggio, studiarlo e avere passione, come per tutte le cose”.

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